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In Svizzera ogni giorno vengono multati 330 automobilisti italiani. Chi non paga rischia di finire in cella

Polizia di LuganoSono un vero e proprio fiume inarrestabile: tra le 100 e 120mila ogni anno, quasi 330 al giorno. Sono le contravvenzioni che arrivano dalla Svizzera, dirette a conducenti italiani, che hanno commesso violazioni al codice della strada mentre si trovavano su territorio elvetico.

E che, in caso di insolvenza, rischiano di finire in cella. Un lavoro titanico per chi svolge un ruolo di interfaccia tra le due nazioni, che fino a un anno fa costituiva l’attività principale del Centro di Cooperazione Polizia e Doganale di Chiasso.

Ufficio interforze che accorpa rappresentanti di tutti gli organi di polizia e doganali di entrambi i Paesi, che fino a un anno e mezzo fa si doveva occupare di identificare i titolari delle vetture a cui venivano addebitate sanzioni.

Ora questo lavoro è stato notevolmente snellito dalla creazione di un interfaccia con la Motorizzazione, alla quale gli inquirenti svizzeri si possono rivolgere direttamente per avere gli estremi a cui contestare la sanzione.

Infatti il referente per saldare la multa è sempre l’intestatario del mezzo, chiamato a rispondere di persona in caso di insolvenza. Fino a qualche tempo fa, questa valanga di contestazioni si tramutava in una rogatoria che aggravava il lavoro dei Tribunali, chiamati in causa per identificare il conducente dell’auto, anche se differente rispetto al proprietario. “Ora questo accordo – dice Donato Di Gioia, tenente colonnello responsabile italiano del centro – tra inquirenti svizzeri e Motorizzazione italiana, ha notevolmente snellito la procedura, e ci consente di occuparci esclusivamente di attività di indagine”.

La percentuale di solvenza è elevatissima: circa il settanta per cento dei proprietari della auto, paga nei tempi stabiliti.

Il restante estingue in seconda battuta, o in ritardo, ma gli insoluti sono un numero davvero esiguo, per un motivo molto semplice: ogni trenta franchi svizzeri di multe non pagate, si tramutano in un giorno d’arresto. Quindi, un volta varcato il confine, il rischio è chiaro e molto semplice: nel momento in cui ci si dovesse imbattere in un controllo stradale, alla polizia compare subito la pendenza, e la sanzione viene eseguita seduta stante.

Per 120 franchi di multa, cifra media corrispondente a parecchie infrazioni, si va incontro a quattro giorni di arresto. Ovviamente è possibile saldare ed estinguere il conto anche prima di entrare in cella. In ogni caso, dopo cinque anni la contravvenzione si prescrive.

Autore: Paola Pioppi / Fonte: ilgiorno.it

Link: http://www.ecplanet.com/node/3786

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